PROPOSTA DI LEGGE DI REVISIONE COSTITUZIONALE DI INIZIATIVA POPOLARE >> ARTICOLO 138

PER INTRODURRE NEL SISTEMA COSTITUZIONALE L’ ISTITUTO DEL REFERENDUM CONFERMATIVO OBBLIGATORIO PER LE LEGGI DI REVISIONE DELLA COSTITUZIONE E LE LEGGI COSTITUZIONALI RIFERIMENTO ARTICOLO 138) E LEGGE 25 MAGGIO 1970 N. 352


PREMESSA

La Repubblica è democratica e la sovranità appartiene al Popolo solo se il Popolo può determinare se stesso esprimendo il proprio potere sovrano e costituente nel partecipare in prima persona a deliberare i principi, i contenuti, gli scopi, le regole e le leggi della propria Costituzione.
Oggi il corpo elettorale e il Paese non ritengono più sufficiente che Parlamenti con scarso riconoscimento elettorale e legittimità democratica, possano detenere il potere assoluto sulla legge fondamentale dello Stato: ricordiamo che ogni legittimazione proviene dal Popolo e da nessun altro.
Vogliamo far presente tre fatti incontrovertibili:
1. che la sovranità del Popolo ha nella approvazione e legittimazione della Costituzione, la prima e suprema espressione;
2. che è fattibilissimo si verifichi una situazione in cui i due terzi dei parlamentari possono “legalmente” fare quello che vogliono: modificare a piacere la Carta fondativa fino a privare dei diritti fondamentali il restante terzo del corpo Parlamentare e l’intera Nazione per farne la Costituzione della maggioranza parlamentare di turno, o del Governo in carica. Basti ricordare quanto accaduto nel 2022 con la modifica parlamentare dell’Articolo 9) che avrebbe dovuto rimanere principio non modificabile.
Il tutto col placet del Presidente della Repubblica e degli Organi di Garanzia.
E senza che il Popolo potesse impugnare il referendum oppositivo.
3. Le attuali Istituzioni, ben arroccate nei loro privilegi, non hanno alcuna volontà di mettere a repentaglio il loro monopolio assoluto sul potere politico decisionale, andando a creare una nuova Assemblea costituente che revisioni profondamente la Costituzione e l’attuale modello politico decisionale.

Segnali allarmanti ci dicono che è tempo di una sovranità popolare concreta e che il Popolo si erga a unico baluardo di certezza affiancando le Istituzioni delegate per intervenire anch’esso in modo diretto sulla Costituzione, in modo democratico, legale, pacifico, regolamentato e fare assurgere l’attuale democrazia italiana a un nuovo status, qualitativamente migliore e più completo, adeguando i diritti di partecipazione dei Cittadini alle esigenze del Paese e dell’attuale periodo storico.

Compito della Repubblica è quello di rimuovere gli ostacoli politici in modo che ogni Cittadino abbia il diritto e il potere di co – partecipare a definire quei “limiti e forme della Costituzione “ entro cui esercitare la propria sovranità ogni giorno della vita.
Questo principio fu affermato già dall’articolo 28 della Dichiarazione dei diritti dell’Uomo e del Cittadino, base dell’Atto Costituzionale della Repubblica francese del 1793 , con questa formulazione:

«Un popolo ha sempre il diritto di rivedere, riformare e cambiare la propria Costituzione.
Una generazione non può assoggettare alle sue leggi le generazioni future»

In poche parole intendiamo prevedere, nel nostro sistema costituzionale, l’esercizio del potere di revisione costituente anche da parte del Popolo sovrano che interviene con l’adeguato strumento di democrazia diretta che sulla base di altre Costituzioni ( Svizzera, Irlanda, Australia, Danimarca, Giappone, Turchia, Estonia, Lettonia..) abbiamo individuato nell’

Istituto del Referendum confermativo obbligatorio per le leggi di revisione della Costituzione e delle Leggi costituzionali.

Istituto che la dottrina in modo unanime considera legittimo, dato che nelle democrazie il titolare di suprema istanza della sovranità è esclusivamente il “Popolo” e lo strumento di esercizio è il referendum.
In un momento storico molto delicato sia dal punto di vista economico (a causa della crisi che affligge tutta l’Europa) sia dal punto di vista socio-culturale (per le forti spinte dal basso che richiedono una maggiore partecipazione da parte della cittadinanza), con questa proposta di legge costituzionale d’iniziativa popolare ci proponiamo di rafforzare, nel nostro sistema costituzionale, l’esercizio del potere politico da parte del Popolo sovrano e cioè la democrazia diretta.
Siamo convinti che l’adeguato controllo di una classe politica sempre più chiusa e meno rappresentativa del Paese e la maggior responsabilizzazione dei rappresentanti politici passino necessariamente attraverso un deciso allargamento e rafforzamento del potere decisionale dei Cittadini.

” In primo luogo c’è una facoltà che spetta, in modo assoluto e originario, ai membri di qualunque aggregato politico. Per il solo fatto di unirsi politicamente, una pluralità di cittadini acquista questa facoltà, cioè il potere costituente. Esso è il diritto di ” darsi le regole per stabilire le regole”. E’ un diritto non delegabile, perchè, come dicono i giuristi, ” indisponibile”. Non ci si può spogliare di tale diritto: questo è un caposaldo ben fermo della dottrina politico-costituzionale europea a partire dalla rivoluzione francese. Infatti le Costituzioni più recenti – la francese, la spagnola – prevedono tutte che le modifiche costituzionali si debbano sottoporre a referendum popolare. Se si adottano modifiche che implicano l’esercizio del potere costituente, la parola spetta al popolo.”
(Gianfranco Miglio)




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PIATTAFORMA DEL MINISTERO PER FIRME DI SOSTEGNO INIZIATIVE E REFERENDUM

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GUIDA OPERATIVA PER IL COMITATO PROMOTORE

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